LE TAVOLETTE DI CERA

18 dicembre 2009

L’uso della cera costituì davvero un passo rivoluzionario nell’uso dei supporti di scrittura perché rivoluzionaria fu la possibilità di riutilizzare la tavoletta dalla quale la scrittura poteva essere cancellata.
I gruppi principali di tavolette cerate che noi conosciamo provengono da Pompei tutte risalenti al I secolo.
Con il V secolo l’uso delle tavolette cerate sembra esaurirsi naturalmente, sostituite dal papiro e poi dalla pergamena: pochissimi sono gli esempi di epoca medievale.
Fissate ai bordi con un cordoncino in forma di libro le tavolette potevano essere confezionate in gruppi di due o più e, in base al numero delle tavole che componevano il libro venivano denominate dittici, trittici, polittici. Scavate al centro per ricevere la cera, venivano riempite in realtà di gomma lacca fusa che solo nel Medioevo divenne un misto di cera e pece. Due bottoncini posti sui bordi evitavano che, se affiancate, le parti cerate si toccassero e quindi si rovinasse la scrittura. In realtà alcune volte veniva utilizzata anche una tabella unica, ricoperta di cera solo su un lato. La cera veniva scritta a sgraffio con lo stilo, una canna molto appuntita da un lato e dall’altra a forma di spatola: questa estremità veniva utilizzata, se necessario, per levigare la cera cancellando la scrittura. Il testo del documento era tutto scritto sulle facciate interne riempite di cera (scriptio interior). Tuttavia anche le facciate esterne svolgevano un ruolo importante dal punto di vista dei contenuti poiché sull’esterno venivano tracciate le sottoscrizioni e apposti i sigilli dei testimoni, nonché spesso un riassunto dell’atto contenuto (scriptio exterior) . Chiusa da una cordicella la tavoletta non poteva essere aperta e quindi il testo non poteva essere letto né modificato se non dal suo destinatario.
Le tavolette contenevano soprattutto documenti privati e venivano utilizzate per gli usi correnti, numerosi sono i testimoni che conservano appunti, conti, esercizi scolastici, lettere, ma anche atti privati quali vendite e affitti; esse costituirono quindi gli archivi di singole persone. Furono usate in parte anche nelle pubbliche amministrazioni mentre non si è certi se venissero utilizzate anche per i testi letterari.

Tratto da: www.comune.san-miniato.pi.it


La scrittura paleolitica

18 dicembre 2009

Le pitture rupestri risalgono all’inizio del Paleolitico superiore 40-35000 anni fa. Per realizzarle si usavano colori minerali come l’ocra, ematite, limonite, manganese, carbone ecc… Questi colori potevano essere usati come gessetti, oppure macinati e mescolati con materie leganti (sangue, grasso e altro). In questo modo, il colore, poteva essLe pitture rupestri risalgono all’inizio del Paleolitico superiore 40-35000 anni fa. Per realizzarle si usavano colori minerali come l’ocra, ematite, limonite, manganese, carbone ecc… Questi colori potevano essere usati come gessetti, oppure macinati e mescolati con materie leganti (sangue, grasso e altro). In questo modo, il colore, poteva essere applicato alle pareti con le dita o con rudimentali tamponi e pennelli realizzati con ciuffi di peli, di muschio o erba oppure con cannucce inzuppandole dentro il colore liquido e soffiandoci dentro. Di solito queste pitture rappresentano animali e scene di caccia, forse erano riti propiziatori. ere applicato alle pareti con le dita o con rudimentali tamponi e pennelli realizzati con ciuffi di peli, di muschio o erba oppure con cannucce inzuppandole dentro il colore liquido e soffiandoci dentro. Di solito queste pitture rappresentano animali e scene di caccia, forse erano riti propiziatori.

 


Libri lintei

18 dicembre 2009

I libri lintei furono un insieme di scritti redatti su lino, secondo una tecnica attriubuita agli Etruschi. I rotoli di lino conosciuti con questo nome sono conservati nel tempio di Giunone ed erano attribuiti al IV secolo a.C. L’uso di scrivere testi e annotazioni su teli di lino continuò anche in epoca tardo imperiale.

Tratto da Wikipedia.


La storia della pergamena

18 dicembre 2009

 

La pergamena (membrana in latino)  prende il nome dalla città di Pergamo dove, secondo la tradizione, sarebbe stata inventata attorno al II secolo a.C., come sostituto del papiro.

Nel mondo antico la pergamena non ebbe comunque grande diffusione, a causa della concorrenza del papiro, prodotto molto più abbondante e meno costoso. Soltanto a partire dalla tarda antichità (V secolo) la diffusione della pergamena sembrò aumentare fino a diventare il principale supporto scrittorio durante il Medioevo e prima di essere sostituita definitivamente dalla carta.
Sembra esistere una correlazione tra l’area geografica di provenienza dei pergamena medievali e la specie animale utilizzata. In particolare, mentre in Italia e nel resto del bacino del Mediterraneo era diffuso l’uso di pelli di provenienza ovina o caprina, in Irlanda e Inghilterra si preferivano pelli bovine.
Bisogna tener presente che potevano esistere diverse qualità di pergamena, più o meno spessa, ruvida e chiara. A seconda dell’uso un prodotto poteva essere preferito all’altro. Quindi, mentre per le pergamene destinate alla legatoria erano più spesse e scure, quelle utilizzate per la scrittura di testi erano generalmente più chiare e sottili. Per documenti di particolare rilevanza erano utilizzate pergamene molto bianche e sottili ricavate dal trattamento di pelli di animali giovanissimi o nati morti.
Un aspetto tecnico interessante è la possibilità di tingere la pergamena. Così nell’Alto Medioevo furono prodotte pergamene purpuree, utilizzate per la scrittura di libri o documenti particolarmente solenni redatti con inchiostri d’argento o d’oro.
A partire dal XIII secolo, la diffusione della carta in Europa ha notevolmente ridotto l’uso della pergamena nell’ambito scrittorio librario, ma nella grande maggioranza dei documenti pubblici emessi da sovrani, imperatori e papi continuarono ad essere scritti su questo supporto ben oltre la fine del XIX secolo. E, anche se più raramente, la stessa pergamena fu utilizzata anche per la tipografia almeno fino alla fine del XIX secolo.

 Tratto da Wikipedia


le pitture rupestri

18 dicembre 2009

Le incisioni rupestri o graffiti sono immagini incise sulla pietra con scalpelli o altri utensili del genere.

Molti esempi di graffiti sono disegni astratti o simbolici che svolgevano un ruolo di comunicazione prima dell’ invenzione della scrittura. Le pitture rupestri in genere eseguiti sulle pareti delle caverne erano immagini più naturalistiche rispetto ai graffiti. Nel paleolitico non erano rappresentati animali di cui gli esseri umani si cibavano, ma quelli che rappresentavano la forza come rinoceronti e grandi felini. Gli animali non erano rappresentati nell’ambiente in cui vivevano (mancavano gli alberi e le tane). I soggetti umani sono rari. Venivano disegnate anche figure metà uomo metà animale.

Per realizzare le pitture si usavano colori minerali come l’ocra (gialla o rossa), ematite, limonite, manganese, carbone ecc… Questi pigmenti potevano essere usati come gessetti, oppure macinati e mescolati con materie leganti (sangue, grasso e altro). Il colore poteva essere applicato alle pareti con le dita o con rudimentali tamponi e pennelli realizzati con ciuffi di peli, di muschio o erba oppure con cannucce inzuppandole dentro il colore liquido e soffiandoci dentro. Di solito queste pitture rappresentano animali e scene di caccia, forse erano riti propiziatori.

Tratto da: wikipedia (un po’ modificato )

Mazapegul Alice e Leonardo


18 dicembre 2009

l’argilla

16 dicembre 2009

PRESENTAZIONE
 Questo articolo descrive come realizzare delle tavolette d’argilla e come fare per inciderle più o meno come facevano gli antichi sumeri e gli altri popoli della Mesopotamia. Si tratta di un esperimento carino e che farà toccare letteralmente con mano una tecnica che veniva usata oltre 5000 anni fa per scrivere
TAVOLETTE D’ARGILLA
I sumeri abitavano in Mesopotamia, una terra attraversata da due fiumi e che era ricca di acquitrini e di fango. Come supporto per scrivere, trovarono comodo usare tavolette d’argilla. La scrittura cuneiforme è così chiamata perchè è composta da segni che hanno l’aspetto di piccoli cunei. Però, all’inizio la scrittura cuneiforme non era affatto composta da cunei e sulle tavolette d’argilla si incideva la figura degli oggetti da rappresentare e gli eventuali segni numerici. La scrittura cuneiforme si diffuse in buona parte del Medio Oriente antico e venne usata da molti popoli diversi quali i sumeri, gli accadi, i babilonesi e gli assiri. . La scrittura cuneiforme durò millenni e venne soppiantata dalla scrittura alfabetica, molto più facile da imparare e da usare. Tuttavia, la scrittura cuneiforme non scomparve appena la scrittura alfabetica fu disponibile, ma resistette molti secoli perchè gli scribi la consideravano superiore nell’esprimere le sfumature del pensiero e della lingua.

MATERIALI- un pane d’argilla
- un foglio di plastica

- un rullo di legno o di plastica.

- uno stilo di legno,

PROCEDIMENTO :

Da un pane d’argilla, tagliate una fetta.
Impastate l’argilla.
Con un rullo, ricavatene una
tavoletta dello spessore di 6-8 mm
Stilo per incidere i segni cuneiformi.
Notate la lavorazione della sua estremità.
Per incidere un cuneo, all’inizio
tenete lo stilo quasi parallelo alla tavoletta
e premete moderatamente.Mantenendo la punta nella stessa posi-
zione, sollevate lo stilo come mostrato. Nel
riquadro a lato potete vedere il cuneo impresso.

 COME CONSERVARE LE TAVOLETTE:
Molte tavolette venivano semplicemente lasciate asciugare al sole, altre erano cotte in forni. Ogni tanto, per cause accidentali o per via di una guerra, l’archivio prendeva fuoco e anche le tavolette crude subivano una cottura. In questo modo, l’argilla si trasformava in un materiale ceramico: la terracotta.
FORMAZIONE DEI DEPOSITI SEDIMENTARI
L’argilla è uno dei prodotti dell’erosione della crosta terrestre. .
Come sapete, la crosta terrestre non è immobile, ma subisce continui movimenti. Noi non ci accorgiamo di queste trasformazioni perchè avvengono molto lentamente, nel corso di milioni di anni, tuttavia lo scontro delle placche continentali è capace di fare emergere dal mare fondi oceanici e di trasportarli anche a centinaia o migliaia di metri di altezza. L’Italia è un esempio di questo processo che iniziò circa 170 milioni di anni fa e che sembra continuare ancora oggi.

 ARGILLA
Largilla è anche un materiale con cui si ottiene il fango, ed è composta da particelle di dimensione inferiore a 0,002 mm. . L’argilla umida è un materiale plastico, deformabile e compatto e La sabbia fine rende l’argilla facilmente frantumabile.La quantità di acqua presente nell’argilla ne determina le proprietà meccaniche. L’argilla asciutta è un materiale duro e compatto come un sasso. Assorbendo acqua, l’argilla diventa sempre più deformabile, ad un certo punto, la si può lavorare bene con le mani e non si attacca alle dita. Questa è l’argilla adatta per gli scultori. Se facciamo assorbire all’argilla altra acqua, diventerà un materiale appiccicaticcio che sporcherà sempre più le mani. Ad un certo punto si trasformerà in un vero e proprio liquido. Quando piove molto, l’argilla può assorbire tanta acqua da divenire fluida. Se essa si trova su versanti scoscesi può scendere a valle sotto forma di frana. L’argilla che dovete procurarvi deve essere come quella che usano gli scultori.
DOVE PROCURARE L’ARGILLA
Per realizzare tavolette cuneiformi, potete usare anche argilla raccolta vicino ad un fiume, ma dovete verificare che sia di buona qualità. Potete trovare argilla di ottima qualità  in zone che milioni di anni fa erano fondali marini.  Secondo tradizioni religiose, il primo uomo fu creato a partire dall’argilla. Questo materiale fu poi usato per fabbricare anfore e vasi, per produrre mattoni con cui costruire case, palazzi e templi. Come abbiamo visto, fu usato per scrivere. L’argilla fu la prima ceramica usata dall’uomo. Oggi, i materiali ceramici hanno una grande importanza anche in settori di punta

CONCLUSIONE
Come avete potuto sperimentare, l’argilla è un materiale fantastico. Con esso, è possibile realizzare non solo tavolette cuneiformi, ma anche piccole sculture, piccoli piatti e tazze, anche delle lampade a olio,vasi,sculture ecc.


Cucina e maialino sardo

15 dicembre 2009

La barbagia e l’area piu antiva della Sardegna ,e riccadi tracce lasciate da millenni di storia , queste sono presenti anche della tradizione culinaria.Qui le tradizioni pastorali sono piu forti e sono riuscite ad giungere ai giorni nostri ancora integre quasi fossero state prottettedai monti.

Tra i prodotti di origine barbaricine c’e il pane carasau ,nato tra le comunita’ pastorali della barbagia.IL CARASAU e l’ingrediente principale dell’antica ricetta del pane frattau , per la preparazione del quale si utillazzano anche salsa di pomodoro, fomaggio pecorino e uova.

 IL pane carasau veniva utillizzato dai pastori come accompagnamento ai salumi tra i quali citiamoil prosciutto sardo(nato dalla neccessita’ di poter conservare per un periodo di tempo piu lungo la carne di pecora e di suino );essendo un pane secco era a facile da conservare e poteva anche essere utilizzato come una sorta di piatto per appoggiare gli alimenti che costituivano il pasto.

la tradizione culinara barbaricina trova le sue origine dalle materie prime di cui il territorio dispone, tra le quali c’ è una vasta ricchezza di sevaggina di varie generi. Famoso  è “su porcheddu”, maialino da latte arrosto aromatizzato  solo con sale  e foglie di mirto, cotto sullo spiedo. La tradizione vuole che animali di taglia piu’ grossa rispetto al maialino vengano cotti alla brace  cioè in una buca foderata con erbe aromatiche (mirto,alloro,rosmarino ecc…)ricoperta con uno spesso strato di erba e uno di terra sul quale si accende il fuoco. Degli animali , come in tutte le cucine di origine povera non si butta via niente . Non va dimenticato l’ utillizzo delle erbe  arotamitiche e molto difuso in Sardegna


La festa per l’uccisione del maiale

15 dicembre 2009

Una festa che si faceva tanti anni fa e che ora non si festeggia quasi più era il giorno in cui si ammazzava il maiale; in questa occasione, i bambini stavano a casa da scuola per dare una mano ai genitori.Durante questo evento la famiglia si riuniva e, per bambini e adulti malgrado la fatica era un giorno molto divertente. Si facevano salami, prosciutti, ciccioli e ognuno aveva la sua parte di lavoro.


LA FESTA MUSULMANA BAJRAM

15 dicembre 2009

Questa festa non ha una data precisa, ma viene festeggiata una volta all’ anno nel mese prima di quello dello scorso anno, dopo i 30 giorni di ramadam. Si festeggia, per il sacrificio che gli uomini hanno fatto di non mangiare per 30 giorni, sacrificando un montone perchè un uomo sacro, tanto tempo fa, aveva sognato di dover ammazzare un animale e Dio decise di mandargli il montone. La carne del maiale non si deve mangiare, soprattutto in questa festa, perchè quando Moametto era in guerra, aveva mangiato la carne di maiale, facendo avere mal di pancia al suo esercito e metà di loro morirono, e per questo non si deve mangiare. Ma non si sa se siano morti dal caldo che faceva o dalla carne di maiale. Il montone, che deve essere di 1 anno, viene diviso in 4 parti. Tre di esse si regalano ai poveri, e l’altra si mangia.