ABC informatica
25 gennaio 2012CmapTools
6 ottobre 2011CmapTools è un’applicazione per creare mappe concettuali.
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In Emilia Romagna è cambiato il consumo della pasta all’uovo?
27 maggio 2011La classe 2^B ha fatto una ricerca per scoprire quanto è cambiato il consumo della pasta all’uovo, dai tempi dei nostri nonni ad oggi. La nostra ipotesi era che il consumo della pasta fatta in casa è diminuito, mentre quello della pasta all’uovo industriale è aumentato.
Dopo l’indagine abbiamo analizzato i dati e abbiamo confermato la nostra ipotesi.
Il nostro campione iniziale era formato dal 50% di genitori e dal 50% di nonni.
La maggior parte degli intervistati consuma pasta all’uovo ma i genitori ne consumano di meno.
La percentuale dei nonni che consuma pasta all’uovo più di una volta alla settimana è il 64% mentre quella dei genitori è il 46%, da rilevare che il numero dei genitori che consuma pasta all’uovo tutti i giorni è maggiore di quello dei nonni.
La grande maggioranza degli intervistati consuma pasta lunga (tagliatelle), al secondo posto troviamo le paste ripiene (cappelletti). I dati confermano il consumo dei piatti tipici romagnoli.
Il 68% dei nonni consuma pasta fatta in casa contro il 37% dei genitori che consuma prevalentemente pasta industriale (44%), nel corso del tempo è aumentato il consumo della pasta industriale.
Il 64% dei nonni prepara la pasta all’uovo contro il 40% dei genitori. Nel corso del tempo inoltre si è persa l’abitudine e l’abilità di preparare la pasta in casa.
Circa metà degli intervistati non prepara mai la pasta fatta in casa ed è verosimile supporre che corrisponda agli intervistati maschi.
Il 29% dei nonni prepara la pasta più di cinque volte al mese contro il 10% dei genitori.
Nicolas e Alessio
Impatto ambientale
24 maggio 2011L’uomo modifica l’ambiente naturale, provocando un impatto ambientale È per questo che da un po’ di tempo si richiama ad un maggior controllo nell’ uso dei prodotti chimici (insetticidi, funghicidi, gli erbicidi, ecc. ).L’agricoltura senza prodotti chimici viene chiamata agricoltura biologica. La FAO (organismo delle nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura) consigliano l’uso controllato dei fertilizzanti, pesticidi e biotecnologie nei Paesi in via di sviluppo. Per bio tecnologia si intende l’utilizzo di organismi viventi e di loro componenti in numerosi processi produttivi connessi con l’agricoltura. Le biotecnologie trovano applicazione in diversi settori (sanità, ambiente e energia), ma sono particolarmente importanti per il settore agroalimentare. Varietà vegetali modificate con ingegneria genetica sono immesse sul mercato in numero sempre crescente. Ciò comporta una modifica dei cibi rispetto a qualità, sapore e assenza di organismi patogeni. In relazione all’uso delle biotecnologie in agricoltura si è aperto un acceso dibattito sull’introduzione degli OGM (organismi geneticamente modificati).
Gli OGM sono organismi (piante, batteri o animali) il cui patrimonio genetico è stato modificato in laboratorio, allo scopo si ottenere produzioni più elevate perché le piante risultano più resistenti agli insetti, ai parassiti, alle erbe infestanti, ecc…
C’e chi sostiene che: le colture transgeniche, a base di OGM, risolveranno il problema della fame nel mondo; molti, invece, sostengono ch danneggiano le specie esistenti e possono provocare nell’uomo gravi malattie. In effetti, gli OGM forniscono prodotti di qualità a minor prezzo, ma sono ancora troppo recenti perché gli studiosi abbiano a disposizione dati certi sulle loro possibili controindicazioni.
Una pratica assai diffusa e accettata per gli allevamenti è la fecondazione artificiale per mezzo della quale le vacche ricevono il seme di tori selezionati. La fecondazione artificiale è più sicura, presenta meno pericoli di trasmissione di contagi e malattie e le razze risultano più pure e resistenti in crescente uso anche il trapianto di embrioni (embryon transfer) che garantisce risultati qualitativi. ancora maggiori.
In fase di sperimentazione, con non poche polemiche, sono tecniche di clonazione
Curiosità: la prima pecora clonata si chiamava Dolly ( 5 luglio 1997)
L’agricoltura biologica o eco-compatibile
L’agricoltura biologica o eco-compatibile costituisce un vasto campo di analisi e ricerca per tutte le istituzioni e gli organismi che si occupano di agricoltura e ambiente. L’agricoltura biologica è un modello alternativo in grado di salvaguardare il territorio e la salute dell’uomo.
E’ un tipo di agricoltura a basso impatto ambientale, i prodotti che si ottengono sono sani, ad alto valore nutrizionale ed esenti da contaminazione.
Nel 1991 la CEE ha emanato il regolamento 2092\91 in cui si definiscono i parametri e per gli eco-agricoltori e norme a tutela dei consumatori
Agricoltura convenzionale: comporta l’adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento tradizionale, in cui sono previste l’uso di prodotti chimici (fertilizzanti e antiparassitari). Questa è una agricoltura di tipo intensivo e generalmente monoculturale ad alto impatto ambientale.
Agricoltura integrata:L’agricoltura integrata è un sistema agricolo di produzione a basso impatto ambientale, in quanto prevede l’uso coordinato e razionale di tutti i fattori della produzione allo scopo di ridurre al minimo il ricorso a mezzi tecnici che hanno un impatto sull’ambiente o sulla salute dei consumatori.
Il controllo delle piante infestanti va naturalmente fatto sfruttando tecniche che limitano il ricorso al diserbo chimico. Sono compatibili con questo obiettivo, ad esempio, le false semine, le rotazioni colturali, il diserbo meccanico, ecc…
La difesa dei vegetali è l’ambito in cui la produzione integrata ha trovato una più larga applicazione. La strategia di difesa si basa esclusivamente sulla lotta integrata, ossia sull’impiego razionale di mezzi di difesa biologici, chimici, biotecnici, agronomici.Attualmente le normative e le linee guida che regolano l’agricoltura integrata, sono di carattere regionale e non hanno né un inquadramento nazionale né europeo,L’agricoltura integrata può rappresentare un compromesso tra l’agricoltura convenzionale e quella biologica. Secondo un punto di vista che rispecchia molteplici esigenze è il modo più evoluto per realizzare l’agricoltura sostenibile per i seguenti motivi:
* produce cibi sani e sicuri, conservando e proteggendo le risorse ambientali;
* osserva le normative nazionali e comunitarie;
* supera i concetti di lotta biologica, di agricoltura biologica, di allevamento biologico, in quanto non ancora sufficienti a soddisfare le esigenze di un’agricoltura di mercato; * viene realizzata seguendo le linee guida indicate dai disciplinari e misurando i progressi conseguiti con sistemi di autodiagnosi delle aziende agricole.
La desertificazione: la desertificazione è il processo di degradazione del suolo causato da numerosi fattori, tra cui variazioni climatiche e attività umane.
La desertificazione spesso ha origine dallo sfruttamento intensivo della popolazione che si stabilisce nel territorio per coltivarlo oppure dalle necessità industriali e di utilizzo per il pascolo.La comunità internazionale ha da tempo riconosciuto la desertificazione come uno dei maggiori problemi economici, sociali e ambientali in vari paesi del mondo. La desertificazione infatti riduce drammaticamente la fertilità dei suoli e, di conseguenza, la capacità di un ecosistema, seppure in origine desertico o semi-desertico, di produrre servizi. Infatti in alcuni paesi si pratica il rimboschimento di aree desertificate.Secondo la Convenzione sulla Diversità Biologica i servizi degli ecosistemi sono da considerarsi elementi essenziali per la vita di una comunità sia in paesi industrialmente avanzati sia, e forse in maniera anche maggiore, in paesi in via di sviluppo.
I servizi degli ecosistemi sono generalmente descritti in:
* Servizi di fornitura: ad es. cibo, acqua, legno e fibre;
* Servizi di regolazione: ad es. stabilizzazione del clima, assetto idrogeologico, barriera alla diffusione di malattie, riciclaggio dei rifiuti, qualità dell’acqua;
* Servizi culturali: ad es. i valori estetici, ricreativi e spirituali;
* Servizi di supporto: ad es. formazione di suolo, fotosintesi, riciclo dei nutrienti.
Deforestazione o disboscamento:Fin dall’antichità si dibosca per ottenere la legna da ardere per il riscaldamento domestico o da usare come materiale da costruzione, per ottenere nuovi terreni da destinare all’agricoltura e all’espansione urbana. Questo fenomeno interessa soprattutto le aree tropicali dove vengono eseguite con il metodo del “taglia e brucia”: dapprima si abbattono gli alberi e poi si incendia il sottobosco rimanente. Una volta terminato l’incendio si sarà depositata sul terreno della cenere che fertilizza il terreno.Il diboscamento (o disboscamento [1]), indica l’eliminazione della vegetazione arborea in un’area boschiva. Le ragioni per cui si procede a tale operazioni possono essere molteplici e possono essere sia positive che negative dal punto di vista ambientale: si può eseguire un diboscamento (inteso come taglio di piante vecchie, malate, bruciate,…)
Riduzione della varietà delle specie:Il fenomeno naturale dell’estinzione di una specie è un fenomeno biologico molto lento in un ecosistema equilibrato viene compensato dalla comparsa di specie nuove; si tratta quindi di un fenomeno che non impoverisce la varietà degli organismi viventi. Diversa, e per molti versi allarmante, è invece la situazione creatasi negli ultimi 150 anni, a partire dalla rivoluzione industriale: molte specie sono scomparse e altre rischiano l’estinzione non in seguito a fattori naturali ma per effetto della pressione dell’uomo sull’ecosistema. Il numero di specie che si sono estinte in questi anni non ha precedenti nella storia biologica. Se la frequenza delle estinzioni dovesse procedere con l’attuale velocità (circa 30.000 specie per anno secondo alcune stime.)
Residui tossici negli alimenti:Il problema della presenza di elementi tossici in tracce presenta molteplici aspetti; essi principalmente vertono sui rischi impliciti per la salute del consumatore. Accanto al timore per tenori eccessivi di elementi tossici, più recentemente ma sempre più decisamente, si viene delineando un interesse dei produttori e dei consumatori anche per la valutazione del tenore negli alimenti di alcuni elementi minori che possono essere carenti nella nostra dieta. L’esigenza che scaturisce dagli enunciati precedenti riguarda essenzialmente la possibilità di ottenere una dieta equilibrata anche nelle componenti minerali. Valutare gli equilibri minerali è possibile solamente se si conoscono le caratteristiche, la distribuzione e la dinamica degli elementi nell’ambiente, vale a dire nelle aree del pianeta da cui provengono le derrate alimentari. Gli alimenti, sia di origine animale che di origine vegetale, presentano proprietà e caratteristiche assai varie e complesse che riflettono la molteplicità di specie e l’ambiente da cui provengono. Si può ricordare anche la distribuzione nei vari tessuti del vivente che interviene a rendere il quadro più complesso come l’evoluzione nel tempo e l’influenza dei processi di trasformazione.
Contaminazione dell’acqua e dell’aria:Negli ultimi decenni il notevole incremento dello sviluppo industriale, commerciale ed agricolo, ed in generale di tutte le attività umane, ha portato come conseguenza anche un incremento dell’inquinamento delle aree interessate a tale sviluppo. Per inquinamento s’intende una modifica, per azione di sostanze tossiche, degli ambienti dove l’uomo opera e dove seguono il loro ciclo vitale piante ed animali. In particolare le modifiche della composizione dell’aria , dell’acqua e del suolo, che gli esseri viventi utilizzano per molti processi vitali (per es. respirazione o alimentazione), possono determinare alterazioni dell’equilibrio vitale esistente in ogni ecosistema tra specie vegetali ed animali (compreso l’uomo) e cambiamenti climatici a volte così rilevanti da costituire un serio pericolo per la sopravvivenza dell’intero pianeta. La sola possibilità di evitare o ridurre l’inquinamento è di incidere sui processi di utilizzo e trasformazione dell’energia attraverso fonti o meccanismi di risparmio energetico, come ad esempio le energie rinnovabili e la riduzione o il riciclaggio dei rifiuti.
Pesticidi in agricoltura
17 maggio 2011
Senza l’uso dei fitofarmaci si avrebbe una distruzione della produzione agricola dal 50 al 90 % invece usando tali prodotti si ha una distruzione dal 25 al 30%.
Fitofarmaco è un termine che indica tutte le sostanze capaci di controllare, limitare, respingere o distruggere gi elementi considerati nocivi per le colture.
I pesticidi si classificano in base alla tossicità:
mortali (T+);
intossicazioni gravi (T);
intossicazioni lievi (XN);
intossicazioni trascurabili (XL).
In base alla specie che si vuole combattere:
fungicidi o anticrittogamici (uccidere i funghi);
erbicidi o diserbanti (uccidere le erbe dannose);
acaricidi (uccidere gli acari).
In base alla persistenza dell’ambiente:
non persistenti (1-2 settimane);
moderatamente persistenti (1-12 mesi);
persistenti (2-5 anni);
permanenti (per sempre).
In base all’assorbimento:
inalazione;
contatto tramite la pelle;
ingestione.
Si calcola che ogni anno vengono immense nella biosfera 2.000.000 di tonnellate di pesticidi tra il 1980 e il 1985 i consumi di pesticidi sono aumentati del 19,5%.
I pesticidi leggeri (non persistenti) sono composti rapidamente biodegradabili, mentre i pesticidi pesanti (persistenti) sono composti invece che rimangono nell’ambiente per periodi di tempo relativamente lunghi. L’umidità,il PH e l’estinzione delle colture, ed è determinante per stabilire l’intervallo della sicurezza, ossia il tempo che deve intercorrere tra l’ ultimo trattamento e la raccolta.
Diversi insetticidi e anticrittogamici tuttora in commercio sono cancerogeni e mutageni.
Mangiando con i ragazzi
23 marzo 2011Insieme alla prof di tecnologia Carla Astolfi abbiamo realizzato una ricerca su dove i preadolescienti prediligono consumare i propri pasti , sia nei giorni lavorativi che nei giorni festivi. Per condurre questa ricerca abbiamo:
- realizzato un’ indagine, utilizzando un questionario a domande strutturate;
- abbiamo intervistato i ragazzi di tutti e tre le seconde;
- con i dati raccolti abbiamo realizzato dei grafici statistici.
Avevamo ipotizzato che i preadolescenti preferissero consumare i propri pasti al fast-food ma in realtà abbiamo scoperto che la maggior parte dei ragazzi pranza e a cena a casa e il locale che preferiscono frequentare è la pizzeria e la frequentano specialmente con la famiglia e con gli amici.
pubblicato da: Martin, Gilda e Virginia
l’mmagine è stata prelevata da www.flickr.com
La bottega del progettista
18 dicembre 2010Massimo Duroni, ecodesigner, “distrugge” tre sedie e mostra come si progetta pensando al ciclo di vita del prodotto e non solo alla sua estetica.
durata: 9′
Il ciclo di vita della carta
7 dicembre 2010- Com’è fatto: produzione della carta
Cartiere Miliani Fabriano(video rimosso dall’autore)- Il Genio nella Carta (carta a mano)
- Cartiera (con materia prima seconda)
Pubblicato da carla 



