Il Maiale Nelle Religioni

La proibizione della carne di maiale rientra nei precetti alimentari che Allah (Dio) ha dato nel Corano.
E’ una proibizione chiara ed esplicita e quindi è obbligo non alimentarsene per il musulmano (letteralmente sottomesso a Dio, dunque colui che accetta di obbedire al Signore e venerarLo).

Ebraica
Va detto tra l’altro che questa proibizione non è solo islamica, ma sussiste anche nella Bibbia stessa.
Il fatto poi che certi precetti islamici fossero preesistenti alla Rivelazione coranica non mette in alcun modo in dubbio la sua veridicità.

il porco, perché ha l’unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete immondi.
Levitico 11,7-8
anche il porco, che ha l’unghia bipartita ma non rumina, lo considererete immondo. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri.
Deuteronomio 14,8

In verità vi sono state vietate le bestie morte, il sangue, la carne di porco e quello su cui sia stato invocato altro nome che quello di Dio.
Corano, Sura II, 173

Sant’Antonio del porcello

Sant’ Antonio Abate nacque in Egitto. Apparteneva a una famiglia agiata. Alla morte dei genitori distribuì tutte le sue ricchezze ai poveri e si ritirò nel deserto, dove cominciò la sua vita di penitente. Trascorse molti anni in un’antica tomba scavata nella roccia, lottando contro le tentazioni del demonio, che molto spesso gli appariva per mostrargli quello che avrebbe potuto fare se fosse rimasto nel mondo. A volte il diavolo si mostrava sotto forma di bestia feroce – soprattutto di porco – allo scopo di spaventarlo, ma a queste provocazioni Antonio rispondeva con digiuni e penitenze di ogni genere, riuscendo sempre a trionfare.
Sant’Antonio, protettore degli animali, è conosciuto anche come «Sant’Antonio del porcello»: è infatti rappresentato iconograficamente circondato da animali, tra i quali è sempre presente un porcellino, il cui muso spunta dalle vesti del Santo. La sua festa cade il 17 gennaio e il suo culto, legato alla vita agricola e pastorale, è molto diffuso e vivo ancora oggi. Gli animali che lo circondano nelle sue raffigurazioni sarebbero, secondo alcuni studiosi, le forme bestiali assunte del tentatore. Il porcello, però, potrebbe essere anche un maialino da lui curato che, per riconoscenza, lo avrebbe sempre seguito. La venerazione di Sant’Antonio non si è mai arrestata dall’epoca antica sino ai nostri giorni. I riti che si compiono ogni anno in occasione della festa di Sant’Antonio sono legati strettamente alla vita contadina e fanno di Antonio Abate un vero e proprio «Santo» del popolo. Egli è considerato il protettore contro le epidemie di certe malattie, sia dell’uomo, sia degli animali. È stato invocato come protettore del bestiame e la sua effigie era collocata sulla porta delle stalle. Il Santo è invocato anche per scongiurare gli incendi, e non a caso il suo nome è legato a una forma di herpes nota come «fuoco di Sant’Antonio» o «fuoco sacro». Antonio è anche considerato il patrono del fuoco; secondo alcuni, i riti attorno alla sua figura testimoniano un forte legame con le culture precristiane, soprattutto quella celtica (è nota infatti l’importanza che rivestiva presso i Celti il rituale legato al fuoco come elemento bene augurante).
Fonti:
it.wikipedia.org
www.istitutospiov.it

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