La macellazione del maiale in Romagna

1 dicembre 2009

La mamma del maiale si chiama scrofa. I maiali crescono nelle stalle e mangiano di tutto. Dalle stalle della crescita vanno nelle stalle del macello  camminando in un corridoio d’acciaio, uno dietro l’altro. E arrivano in una gabbia dove vengono rinchiusi. Ancora oggi nelle campagne usano sparargli in testa anche se è proibito dalla legge. Il maiale  viene fatto scorrere su  binari dove c’è un uomo che con un grande coltello lo sgozza. I maiali passano in una vasca piena di acqua calda e  un grande macchinario (pelatrice)  pulisce la pelle del maiale rasandogli tutti i peli. Al maiale vengono legate le gambe posteriori e appeso a testa in giù. Una catena trasporta i maiali nella sala di sventramento. Successivamente vengono divisi in due parti cavandogli la testa, a quel punto vengono trasportati e arrivano nelle celle frigorifere, dove vengono raffreddati, poi portati nella sala sfascio, dove inizia una nuova procedura di riduzione in pezzi.

Fonte:  Giovanni R.

mazapegul Giuseppe & EriKa


la macellazione del maiale

1 dicembre 2009

Nei primi giorni dell’ anno mio babbo con i suoi genitori uccidevano e macellavano il maiale per far salami, prosciutti ciccioli e altro.
Per uccidere il maiale veniva lo zio del mio babbo esperto in queste cose.
La sequenza e’ questa :
Mio nonno e mia nonna si svegliavano la mattina presto per accendere il fuoco nella fornacella, che sarebbe servita a riscaldare il pelo del maiale e toglierlo, mentre mio babbo e i suoi fratelli legavano il maiale per tirarlo fuori dal porcile, lo immobilizzavano e gli sparavano un colpo di pistola in fronte.
Subito dopo con un coltello veniva colpito sotto la gola vicino al cuore in modo da fare scolare cosi tutto il sangue.
Mia nonna poi raccoglieva una parte del sangue che usava per preparare un dolce chiamato sanguinaccio.
Poi veniva ripulito il maiale dal pelo buttando acqua calda e raschiando con il coltello.
Poi venivano tolti gli zamponi , diviso in due parti , svuotato dagli organi interni e appeso tramite la carrucola ad una trave .
Veniva poi lavato e fatto scolare.
Poi mio babbo cn i suoi fratelli procedevano una parte alla volta a dividere in pezzi, tutto il maiale.
C’era chi preparava la salsiccia , chi preparava i prosciutti mettendoli sotto sale, mio babbo aveva il compito di tagliare il grasso per fare i ciccioli.
Poi tutte le ossa e la testa venivano fatte bollire per poi con la carne fare la coppa di testa, nel frattempo mia nonna raccoglieva il grassso del maiale lo faceva sciogliere per fare lo strutto. Il giorno della macellazione del maiale era faticoso ma allo stesso tempo divertente e, per la famiglia, una giornata di festa.

tratto da (maurizio Cappelli)

mazapegul Francesca e Andrea.